Paolo Damiani


foto di Roberto Masotti

"Paolo Damiani suona Blanche, violoncello a 5 corde (2008, Jean Auray www.jauray.com)
e un contrabbasso Gand et Bernardel (Paris 1881)”


“Paolo Damiani eletto miglior compositore dell'anno 2010 nel referendum Top Jazz, indetto dal mensile Musica Jazz”
Biografia

Biographie
Compositeur, chef d’orchestre, violoncelliste et bassiste, enseignant.
Né Mars 26 1952 à Rome, où il est diplômé en architecture, Paolo Damiani a un diplôme en contrebasse et le jazz. Il a étudié auprès de maîtres comme Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Giuseppe Selmi, Frances Marie Uitti, Lucio Buccarella Giorgio Pani, dirige actuellement le département jazz du Conservatoire de Santa Cecilia à Rome.
De nombreuses collaborations avec des musiciens comme Kenny Wheeler, Albert Mangelsdorff, Billy Higgins, Anthony Braxton, Cecil Taylor, Gianluigi Trovesi, John Surman, Charlie Mariano, Miroslav Vitous, Trilok Gurtu, Paolo Fresu, Enrico Rava, Pat Metheny, Louis Sclavis, Anouar Brahem, Giancarlo Schiaffini, François Jeanneau, Pino Minafra et Giorgio Gaslini avec qui il fait ses débuts professionnels en 1976.
Depuis 1978, dirige son propre groupe avec lequel il a participé à de grands festivals du monde entier. Parmi son groupe italien instable Orchestra - considéré par les critiques l’un des plus prestigieux orchestres du monde du jazz européen - le duo avec Danilo Rea et ses propres groupes, y compris Gianluigi Trovesi, Javier Girotto, Rita Marcotulli, Bebo Ferra, Diana Torto, Michael colère et autres.
Il collabore aussi régulièrement avec des écrivains et des acteurs comme Stefano Benni, Ivano Marescotti David Riondino, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Lella Costa.
De 2000 à 2002, il a été directeur artistique et musical dell’ONJ - Orchestre National de Jazz - l’artiste premier et le seul étranger à avoir gagné ses concurrents. Entre 1996 et 1999, il a présidé l’AMJ (Association nationale des musiciens de jazz).
Depuis 1982 il dirige le Festival International de Jazz « Rumori Mediterranei », Roccella Jonica - Ville en 2005 lui a décerné un citoyen d’honneur - Depuis 1998, le long avec Armand Meignan. celle de Rome, « Una striscia di terra feconda ».
Gave lieu à des projets d’une grande originalité et d’expériences musicales. Il a été parmi les fondateurs de l’École de musique de Testaccio et inventé Ensemble, sélectionnés par voie d’auditions des jeunes orchestre national. Il est co-planification de la série de livres audio récents annexée à la République et Espresso.
En 2006, il a été nommé coordonnateur du Comité national pour l’apprentissage pratique musicale, présidée par le prof. Luigi Berlinguer.
Depuis 2007, il est membre de la CNAM (Conseil national pour l’enseignement supérieur en art et musique), l’organe du ministère de l’Éducation, l’Université et de la recherche.
Le 2 Juin 2008, le Président de la République lui a décerné la médaille de Chevalier, en raison de ses mérites artistiques.
Il a enregistré avec ECM, EGEA, Enja, Splasc(H), LEO, Musica Jazz.
Son dernier CD "Al tempo che farà » (EGEA) a été élu Meilleur CD de l’année 2007 référendum dans les magazines de Musica Jazz, Musica & Dischi et Jazzmagazine.

Cenni Biografici
Compositore, direttore artistico, direttore d’orchestra, contrabbassista e violoncellista, didatta, Paolo Damiani è nato il 26 marzo 1952 a Roma.
Laureato in Architettura, Roma 1976.
Laureato in composizione jazz e contrabbasso, dopo aver studiato composizione e strumento con Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Lucio Buccarella, Giorgio Pani, Fernando Grillo, Giuseppe Selmi, Frances Marie Uitti.
Direttore del Dipartimento di jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia, Roma, che comprende 16 musicisti fra i più importanti in Europa: tra questi Danilo Rea, Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Javier Girotto, Maria Pia De Vito.
Il 2 giugno 2008 il Presidente della Repubblica, in considerazione dei suoi meriti artistici, gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere.
Dal 16 febbraio 2007, è membro del CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Nel luglio 2006 è stato nominato membro del COMITATO NAZIONALE PER L’APPRENDIMENTO PRATICO DELLA MUSICA (D.M. 28 luglio 2006) creato dal MIUR. Dal gennaio 2007 è coordinatore del gruppo ristretto.
Il 17 giugno 2005 ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Roccella Jonica.
Nel settembre 1999 è stato nominato direttore artistico e musicale dell’ONJ – Orchestra Nazionale Francese di Jazz , primo artista straniero ad aver vinto il relativo concorso. Paolo Damiani è rimasto alla guida della prestigiosa compagine fino al settembre 2002, suonando in tutta Europa e registrando per la nota etichetta discografica tedesca ECM.
Dal 1996 al 1999 ha presieduto l’AMJ (Associazione Nazionale Musicisti Jazz).
Dal 1982 dirige il Festival Internazionale di jazz “Rumori Mediterranei”, di Roccella Jonica,
Dal 1998 dirige il festival franco italiano di Roma “Una striscia di terra feconda” insieme ad Armand Meignan.
E’ stato l’ideatore del coordinamento di festival jazz « L.I.R.A. » (Libere Iniziative di Ricerca Artistica), che comprende i più innovativi festival italiani di jazz.
Ha collaborato con alcuni dei più prestigiosi musicisti del mondo tra cui Pat Metheny, Kenny Wheeler, Albert Mangelsdorff, Billy Higgins, Charlie Mariano, Antony Braxton, Cecil Taylor, Gianluigi Trovesi, Trilok Gurtu, Miroslav Vitous, Barre Phillips, Tony Oxley, John Surman, Enrico Rava, Anouar Brahem, Marc Ducret, Louis Sclavis, François Jeanneau, Giancarlo Schiaffini, Paolo Fresu, Pino Minafra e Giorgio Gaslini con il quale ha debuttato professionalmente nel 1976.
Dal 1978 dirige proprie formazioni con cui ha partecipato ai più importanti festival del mondo, suonando tra l’altro a Parigi, Londra, Madrid, Lisbona, Berlino, Varsavia, New Dehli, Chicago, Montreal, Toronto, Vancouver, Istanbul, Rabat, Colonia, Francoforte, Siviglia, Porto, Le Mans, Grenoble, Zurigo, oltre che nelle più importanti rassegne italiane.
Ha inciso tra l’altro per etichette come ECM, EGEA, ENJA, Splas(h), Leo records, Musica Jazz, Full Color Sound.
Ha scritto musica per molti gruppi di danza e di teatro, collaborando con registi e coreografi come Ivano Marescotti, Virgilio Sieni ed altri.
Ha partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche anche in qualità di autore, come la fortunata serie radiofonica « Silenzi osceni », in cui il silenzio veniva analizzato in diversi contesti (poesia, musica, teatro, psicanalisi etc.).
Si occupa da sempre di ricerca musicale e didattica: tra l’altro ha insegnato presso i Conservatori di Milano e l’Aquila, è stato tra i fondatori della Scuola di Musica di Testaccio e ha collaborato stabilmente con l’ISMEZ per cui ha prodotto una ricerca sui rapporti fra jazz e cultura mediterranea e inventato l’IS Ensemble, un’orchestra nazionale giovanile selezionata tramite audizione.
Nel 1996, su diretto invito di Luigi Berlinguer, allora ministro della Pubblica Istruzione, è stato chiamato a far parte della Commissione incaricata di “individuare le conoscenze fondamentali su cui basare l’apprendimento dei giovani nella scuola italiana”. Nella Commissione figuravano tra gli altri Umberto Eco, Tullio De Mauro, Carlo Bo, Rita Levi Montalcini, Riccardo Muti, Maurizio Nichetti, Eugenio Scalfari, Antonio Tabucchi, Uto Ughi, Antonio Portolano, Roberto Maragliano, Giuseppe De Rita: in questo contesto lavora tuttora al progetto per la creazione dei Laboratori Musicali nella scuola italiana, facendo anche parte del comitato scientifico del CEDE insieme a Salvatore Sciarrino, Mimma Guastoni, Lida Branchesi, Carlo Del Frati.
Fra le proposte concertistiche, il duo con Danilo Rea e quello con Rita Marcotulli, il trio con Antonio Iasevoli e Fulvio Maras, l’Italian Instabile Orchestra (considerata dalla critica mondiale la più importante orchestra europea di jazz), e « Pane e Tempesta », l’ensemble di 11 nuovi talenti con il quale ha inciso il suo ultimo cd (EGEA, giugno 2010).
Si esibisce anche in solo performances, o incontrando danzatori, come Virgilio Sieni o Giorgio Rossi (« Lolita ») e attori o scrittori come Lella Costa, Arnoldo Foà, Giuseppe Cederna, Flavio Soriga, David Riondino, Angela Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco. Di particolare rilievo la collaborazione con lo scrittore Stefano Benni con il quale negli ultimi 15 anni, ha creato diversi lavori : Lolita, Onehand Jack e altri strani amori, Sconcerto, e Apparizioni.
Ha scritto inoltre le musiche per lo spettacolo « Il silenzio anatomico », di Ivano Marescotti con le poesie di Raffaello Baldini, creando altri spettacoli con l’attore romagnolo (Lirismo enologico , Moby Dick). Ha composto inoltre le musiche per lo spettacolo « I kiss your hands »  catalogo semiserio delle lettere mozartiane con Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco.
Insieme all’editore Vincenzo Sicchio ha inventato la collana di audiolibri allegata alla Repubblica e all’Espresso (giugno 2006), di cui ha curato la regia musicale coinvolgendo artisti come Benni, Cerami, Camilleri, Fiorello, Lella Costa, Arnoldo Foà, Piovani, Rava, Fresu, Trovesi, Bollani, e molti altri.

Pubblicazioni

Saggi e partiture di Paolo Damiani sono apparsi nelle seguenti opere :
Le conoscenze fondamentali per l’apprendimento dei giovani nelle scuole italiane nei prossimi decenni. I materiali della Commissione dei Saggi – Le Monnier
ITER n° 2 – Treccani
Musica Jazz – Hachette editore
Giornale della Musica – EDT
Italian Jazz real book – Carish
«Charmediterraneen» – Outre mesure
SuonoSud (numeri vari) – ISMEZ
Jazz e cultura mediterranea – ISMEZ
Sismografo – SISMA

Discografia
 


CD 2010 - Pane e tempesta - EGEA Records - SCA 161 - Testi di Stefano Benni

CD 2007 - Al tempo che farà - EGEA Records - SCA 135 - Miglior cd 2007 nei referendum Top Jazz 2007 Musica Jazz, Musica e Dischi e Jazzmagazine
 

  CD 2007 - Jazzitaliano live 2007 - Paolo Damiani, special guest Rita Marcotulli, Quasi band - Allegato all’Espresso 2007
 

CD 2006 - Un filo di fumo, Camilleri letto da Fiorello - Allegato all’Espresso, giugno 2006 - Musiche di Damiani, Rava, Sellerio, Leveratto
 

CD 2005 - Roccellanea - Allegato a Musica Jazz agosto 2005 - Musiche di George Russell, Charlie Mariano, Paolo Damiani, Kenny Wheeler ed altri
 

CD 2005 - Sherazade - Musiche di Paolo Damiani, con Danilo Rea, Javier Girotto e Bebo Ferra Voci recitanti di Arnoldo Foà e Lella Costa - Full Color Sound
 

CD 2004 - Baldanders - Musiche di Paolo Damiani, Fresu, Trovesi, Petrin Dani. Testi e voce recitante di Stefano Benni - Full Color Sound
 

CD 2004 - C’era tre volte - Musiche di Paolo Damiani, Testi di Raffaello Baldini, recitati da Ivano Marescotti - Full Color Sound
 

CD 2004 - Cecil Taylor e Italian Istabile Orchestra "The owner of the river bank" - ENJA 94652
 

CD 2004 - Ladybird - EGEA Records - SCA 111 "Tango Lento"
 

CD 2002 - ONJ Paolo Damiani Charmediterranéan - ECM Records - ECM 1828 "Argentiera"
 

CD 2000 - Italian Instabile Orchestra "Litania Sibilante" - ENJA Records - ENJ -9405 2
 

CD 1999 - Sconcerto (con Stefano Benni), IL MANIFESTO - cd 043 "Tema d’Amore"
 

CD 1999 - Mediana (con Sandro Satta, Carlo Mariani, Michele Rabbia), EGEA - sca 74 "Laughing"
 

CD 1998 - Italian Instabile Festival - LEO RECORDS - LR 262/263
 

CD 1997 - Song Tong (con Wheeler, Trovesi, Giammarco, Battaglia ecc.) SPLASC(H) - 460.2 "Song Tong"
 

CD 1996 - Pentarte Ensemble (brani di Damiani, Gaslini, Schiaffini, Rendine etc.) CONTACT AREAS - Caligola 2013/2
 

CD 1996 - Is Ensemble (con Roberto Ottaviano, orchestra 20 musicisti) Via Veneto Jazz- VVJ99001
 

 
CD 1995 - Italian Instabile Orchestra, "skies of Europa" ECM - ECM 1543
CD 1994 - Paolo Damiani Band, "Eso" (con Trovesi, Fresu, Rea, Gatto etc.) SPLASC(H) - 404.2
CD 1994 - Italian String Trio, "from Groningen to Mulhouse" (con Tommaso, Geremia) - SPLASC(H) 416.2
CD 1992 - Italian Instabile Orchestra, "live in Noci and Rive de Gier" LEO RECORD - LR 182
#CD 1989 - Voices (con Newton, Ghiglioni, Romano, Fiorentino etc.) NUEVA - NC 1003
#LP 1988 - Similado, "capriccio a Milano" (con Mangelsdorff, D’Andrea, Reijseger, Gurtu) - LMJ 3341
#LP 1987 - Silenzi Osceni (con Mariano, Mikkelborg, Oxley, Ghiglioni) ISMEZ - 26007
CD 1987 - Poor Memory (con Barthelemy, Romano, Trovesi, Fresu) SPLASC(H) - HP07
LP 1985 - Tony Oxley Orchestra, Tomorrow is here - Dossier Records - ST 7507
#CD 1985 - Paolo Damiani Orchestra, "Anninnia" (con Newton, Tamia, Cooper, Rutherford, Favre,
Barthelemy etc.) NUEVA - NC 4001.2 #CD 1985 - Gianluigi Trovesi Trio, Dances - RR 123181/2
#LP 1984 - Flashback (Fresu, Trovesi, Schiaffini, Goell etc.) ISMEZ - 26002
CD 1984 - Live at Roccella Jonica (Wheeler, Taylor, Winstone, Oxley, Fresu) SPLASC(H) - cdh 508.2
CD 1983 - Trovesi Damiani Quintet "roccellanea" (con Schiaffini, Fresu, Fioravanti) SPLASC(H) - 506.2
#LP 1978 - Cioè (strutture di supporto) (con Colombo, Joseph, Jannaccone) QUERCIA - Q 28006
#LP 1977 - Giorgio Gaslini sestetto, Graffiti - Dischi della Quesrcia - 28005

Foto
 

Contatti
 

Francesca GREGORI
SAINT LOUIS MANAGEMENT S.r.l.
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Progetti
 

PAOLO DAMIANI “PANE E TEMPESTA BAND"
 
Paolo Damiani, violoncello 5 corde, direzione musicale
Ludovica Manzo voce
Cristiano Arcelli sax alto e soprano
Marco Guidolotti sax baritono e clarinetto
Fulvio Sigurtà tromba , flicorno
Francesco Lento, tromba, flicorno
Massimo Morganti trombone, fisarmonica
Luigi Masciari chitarre
Michele Francesconi pianoforte
Daniele Mencarelli, basso fender jazz
Alessandro Paternesi batteria
 
Dopo aver registrato 3 cd per l’EGEA – il più recente “Al tempo che farà” ha vinto 3 referendum (Musica Jazz, Musica & Dischi, Jazzmagazine) come miglior disco dell’anno 2007, - Paolo Damiani batte nuovi percorsi: per il suo nuovo cd con l’etichetta di Perugia ha pensato un inedito organico che sia manifesto di
un autentico laboratorio con giovani di talento, alcuni suoi ex allievi e altri selezionati nel panorama nazionale. Il lavoro è molto strutturato e testimonia l’impegno del compositore romano nel campo della didattica e della valorizzazione di giovani ancora sconosciuti (basti ricordare che Paolo Fresu esordì nel 1982 nel quintetto di Damiani).
Il repertorio è formato da brani originali di Damiani impreziositi dai testi di Stefano Benni e arrangiati per lo
più dai musicisti del gruppo (soprattutto Arcelli ma anche Masciari, Morganti, Guidolotti), un nuovo modo di interpretare e ripensare temi storici ed inediti del compositore romano.
 
PAOLO DAMIANI/DANILO REA
 
Danilo Rea, piano
Paolo Damiani, five strings cello “Blanche” (Jean Auray, 2008 june, 25)

Paolo Damiani e Danilo Rea suonano insieme da oltre 25 anni, in formazioni diverse ; l’ultimo cd di Damiani « Al tempo che farà », vincitore di 3 referendum (Musica Jazz, Musica & Dischi, Jazzmagazine) come miglior disco dell’anno, vede Rea al pianoforte. Inoltre entrambi insegnano presso il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma.
In questo nuovo progetto, l’incontro fra i due avviene sul piano della melodia e di una collaborazione artistica che nel tempo si è trasformata in una profonda amicizia.
Il repertorio comprende composizioni originali dei due artisti e notissime canzoni di provenienza diversa, puntualmente tradite.
Tradizione e tradimento si rincorrono, il tradimento è in questo caso la più alta prova possibile d’amore verso un patrimonio che altri conservano con interpretazioni filologicamente perfette o massacrano con operazioni di dubbio gusto.
Qui al contrario gli andamenti rimandano a strade che Damiani ha già battuto con Mozart e con Sherazade, e Rea con Puccini e Gershwin : percorsi che rinviano a un’idea di molteplicità, come la descrive Italo Calvino nelle Lezioni Americane “… ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa ma è la forza centrifuga che dal racconto si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale”.
Questo plurilinguismo impone di essere stranieri nella propria lingua e inaugurare linee di fuga che buchino il linguaggio e lo destabilizzino, eventualmente fino al crollo. 
 
APPARIZIONI
 
Stefano BENNI, voce narrante
Paolo DAMIANI, violoncello
Niclas BENNI, chitarra
Testi di Stefano Benni
Musiche originali Paolo Damiani e Niclas Benni
Dopo “Blues in sedici” e  “Lolita”, dalla collaborazione  artistica ormai collaudata tra la musica di Paolo  Damiani e la voce di Stefano Benni nasce un nuovo reading ,con l’aggiunta del giovane talento compositivo e strumentistico di Niclas Benni .
La fiaba nera di Onehand Jack , le apparizioni di Lady sings the blues e la Canzone dell’amore respinto di Van Gogh, le poesie brevi e le parodie ,e il sogno dei Vecchi volanti. Per concludere con un diavolo rock tutto speciale. 
Apparizioni, un’ora di sorprese.

ATLANTIS PROJECT - THE NEW JAZZ OPERA
 
Danilo Rea, pianoforte
Paolo, Damiani, violoncello
Maria Pia De Vito, voce
Gianluigi Trovesi, sax e clarinetti
Marcello Sirignano, violino
Composizioni originali dei cinque musicisti e canzoni di
Fabrizio De Andrè, Franco Battiato, Gino Paoli, Gabriella Ferri, Stefano Benni e altri
Dove sono finiti tutti i sogni dell’uomo? E gli ideali?
Scomparsi all’improvviso, celati agli occhi dei più che vivono in un mondo di valori globalizzati.
Nel mito, Atlantide rappresenta il mondo che non c’è, odierna metafora dei nostri sentimenti smarriti, del nostro sbattersi quotidiano senza fari a cui riferirsi nel viaggio di ritorno verso Itaca. Allora, lo scavare, il cercare di dare risposte etiche e non solo estetiche, fa emergere relitti inabissati da tempo, ricchi di tesori ormai dimenticati.
Ma la vera sfida è anche confrontarsi su terreni inusuali, sentieri invisibili pieni di articolate mappe emozionali, segni ineludibili della propria appartenenza ad una terra, ad un modo di sentire comune di un popolo che viene dal Rinascimento, che vive e si nutre di creatività, che sogna e si alimenta di cultura.
E nel racconto della vita e dei suoi valori, nasce una letteratura musicale unica al mondo, ricca di emozioni e di sogni, capace di raccontare l’identità di un paese come l’Italia che si affaccia sul bacino del Mediterraneo e che con l’Opera, vero romanzo popolare, ed oggi con la canzone d’autore, ha toccato i sentimenti di intere generazioni.
Atlantis Project – the new jazz opera accende questa scommessa partendo dall’arte, dall’improvvisazione, dalle emozioni, quale lettura romantica dell’esistenza, quale segno ineludibile dell’ecce homo e delle sue sempiterne aspirazioni.
Il Jazz come lente di ingrandimento di una nuova umanità nascente. (Roberto Morese)
 
BOCCHE ASSETATE PER 4 VINI E VIOLONCELLO
 
Con Ivano Marescotti, voce recitante
Paolo Damiani, violoncello
con testi di
Fortunato Depero (“quattro bocche parlano” scritto per la festa dell’uva del 1936), Charles Baudelaire, Lirici Greci, Giosuè Carducci, Cecco Angiolieri, Ludovico Ariosto e altri noti o anonimi bevitori… e di Raffaello Baldini
Ideazione e regia di Ivano Marescotti
Uno spettacolo in 4 tempi, 4 bottiglie e un violoncello.
I 4 tempi dello spettacolo sono scanditi dalle 4 bocche che Fortunato Depero fa parlare per descrivere i diversi vini e una bottiglia di Champagne, il tutto avvolto dalla musica sublime di Paolo Damiani e dal suo violoncello.
Da ogni bottiglia aperta scaturisce Umorismo, Erotismo, Amore, Delirio, attraverso i testi di Depero e altri poeti, umoristi, scrittori e gran bevitori interpretati da Ivano Marescotti che, durante lo spettacolo, si scola, non tanto virtualmente, le quattro bottiglie di vino.
 
PAOLO DAMIANI NEW BAND
 
Paolo Damiani, violoncello e musiche
Ludovica Manzo, voce
Francesco Fratini, tromba
Luigi Masciari, chitarra
Alessandro Paternesi, batteria
Un gruppo di giovani musicisti talentuosi selezionati fra i migliori neo laureati del dipartimento jazz del Conservatorio di Santa Cecilia, diretto da Paolo Damiani. L’ensemble è arrivato recentemente tra i finalisti del Premio delle arti 2009, un concorso tra i migliori laureati di tutti i conservatori d’Italia, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
In programma composizioni di Paolo Damiani come “Rumori mediterranei”,“ Cos’è che ti fa andare così”, “Passi” e altre. Un gruppo sperimentale, fuori dagli schemi, che travalica i confini del jazz, senza mai dimenticare il potere seduttivo della melodia.
 
PAOLO DAMIANI/ANTONIO IASEVOLI (chitarra)/FULVIO MARAS (percussioni) possibile ospite Gianluigi Trovesi

GIANLUIGI TROVESI / PAOLO DAMIANI DUO
 
Gianluigi Trovesi : saxophone, clarinettes
Paolo Damiani : violoncelle
(Dalle note di programma del festival di Nantes, agosto 2009)
Voici deux des plus importants musiciens de la scène italienne dans un duo totalement inédit! D’un côté, Paolo Damiani, grand créateur de lyrisme et de poésie, chef de l’Orchestre National de Jazz pendant deux années et formidable catalyseur de la scène italienne contemporaine et de l’autre, Gianluigi Trovesi, l’un des plus importants clarinettistes du jazz européen, qui circule avec une grande aisance de la Musique Baroque à la Musique Contemporaine, en passant aussi par le jazz ! Un duo inédit, raffiné, placé sous le signe de la mélodie.

PAOLO DAMIANI / RITA MARCOTULLI DUO
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[b]"MOLTEPLICE"

Rita Marcotulli, pianoforte
Paolo Damiani, violoncello

Paolo Damiani e Rita Marcotulli suonano insieme da molto tempo, e stabilmente dal gennaio 2007, quando Rita ha suonato come ospite nel cd di Paolo pubblicato da l’Espresso. Inoltre entrambi insegnano presso il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. In questo nuovo progetto, l’incontro fra i due avviene sul piano della melodia e di una collaborazione artistica che nel tempo si è trasformata in una profonda amicizia. Il repertorio comprende composizioni originali dei due artisti, nascono percorsi che rinviano a un’idea di molteplicità, come la descrive Italo Calvino nelle Lezioni Americane “… ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa ma è la forza centrifuga che dal racconto si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale”. Questo plurilinguismo impone di essere stranieri nella propria lingua e inaugurare  linee di fuga che buchino il linguaggio e lo destabilizzino, eventualmente fino al crollo.

"CANTI MOBILI" - Performance di musica e danza
Rita Marcotulli, pianoforte
Marjie Nie, danza
Paolo Damiani, violoncello
Quando musicisti e danzatori lavorano insieme, immaginano un linguaggio comune, spesso cercato nei sentieri del Ritmo: accelerando, rallentando, l’alternanza suono/silenzio e quella movimento/stasi hanno a che fare con il ritmo, così come l’unisono e la ripetizione.
E tuttavia in questa performance, la relazione Musica-Danza sfugge ad ogni velleità narrativa, l’accostare o il contrastare seguono i dettami di una istintiva e istantanea motivazione interiore, attraverso liberi criteri di ricerca in cui rischiare affinità e distanza, nuove relazioni possibilmente instabili, effimere.
In questo incontro, due donne e un uomo si guardano e si ascoltano: l’esperienza della performance viene pienamente attraversata e vissuta, ben oltre la cosiddetta “contaminazione” fra le arti.
Non c’è niente da comporre, cerchiamo semmai di smontare e di lavorare in mezzo, “laddove una cosa si muta nell’altra ma non è né la prima né la seconda, è il processo di mutazione, la zona di sospensione” (Silvana Natoli).
Pareyson parlerebbe invece di Forma Formante, laddove si trova facendo per tentativi e “inventando il modo in cui il da farsi si lascia fare”. Sia come sia, il corpo e l’improvvisazione divengono qui le uniche possibilità per architettare insieme canto e movimento, brandelli di melodie e di coreografie emergono come detriti nel mare dell’inconscio, senza mai strutturarsi in partitura codificata di suoni e gesti ma dipingendo scarti e assenze, cadute e conflitti, inquietanti presenze e vuoti improvvisi, assoli d’insieme. Decisioni prese sul momento, non so cosa cerco ma quando lo trovo lo riconosco. Come i ritmi infernali che Marjie inventa su una piccola pedana, che diventa tamburo africano.
 
IL BOLERO COME TERAPIA
 
Viaggio nei temi amorosi della canzone cubana e alcune divagazioni
Ideazione, testi e traduzioni a cura di David Riondino
Musiche di Paolo Damiani e autori vari
David Riondino, voce recitante
Paolo Damiani, violoncello
Claudio Farinone, chitarra
 
PAOLO DAMIANI QUASI BAND
 
Aprile 2007, uscita del cd registrato presso la Casa del Jazz e allegato all’ESPRESSO
Paolo Damiani, violoncello , contrabbasso, musiche
Diana Torto, voce, fisarmonica
Javier Girotto, sax soprano, baritono, clarinetto basso, flauti andini
Rita Marcotulli, pianoforte
Michele Rabbia, batteria
solista ospite Louis Sclavis, clarinetti
“Quasi” è parola affascinante, attenua e rende tutto meno definito, più morbido e flessibile, flou. Come una foto sfocata, una canzone vaga, un vestito morbido. Non fissa il tempo – è quasi primavera -, è una specie d’incontro, quasi amore.
Décalage, spostare un po’ l’intreccio delle voci, dei suoni, divario tra ragione e emozione, tra struttura e improvvisazione.
Il nuovo gruppo di Paolo Damiani fonde la splendida voce di Diana Torto, l’appassionante sax di Javier Girotto e le immaginifiche percussioni di Michele Rabbia – partners abituali del compositore romano – con due ospiti eccellenti: il clarinettista francese Louis Sclavis, incredibile solista del jazz europeo più innovativo, che ha già collaborato con Damiani quando quest’ultimo dirigeva l’Orchestra Nazionale Francese (2000-2002), e Rita Marcotulli, straordinaria tessitrice di suoni emozionanti, lirici e sempre personali, capace come nessuno di reinventare la musica grazie a capacità d’ascolto e di sintesi di livello assoluto.
Le composizioni, a parte un brano di Sclavis, sono tutte di Paolo Damiani, in un caso impreziosite dai testi di Stefano Benni. Quasi quasi……
 
I KISS YOUR HANDS
 
catalogo semiserio delle lettere mozartiane
Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni voci recitanti
Paolo Damiani violoncello, musiche
Gianluigi Trovesi sax e clarinetto
Danilo Rea o Rita Marcotulli, pianoforte
In questo nuovo progetto, l’incontro con Mozart avviene sul piano della melodia, del melos che lega Amadeus alle visioni compositive e improvvisative di Damiani, Rea e Trovesi. Non si tratta di “swingare” le arie mozartiane ma di giocarci con sguardo attuale, contemporaneo. Il che vuol dire tradirle, cioè tradurle nello spostamento e creare.
Togliere Mozart a Mozart significa allora amarlo senza possessione né identificazione, tradizione e tradimento si rincorrono, il tradimento è in questo caso la più alta prova possibile d’amore verso un patrimonio che altri giustamente conservano con interpretazioni filologicamente perfette o – ahimé – massacrano con operazioni di dubbio gusto.
La terza via è quella che Damiani ha già battuto con “i quadri di un’esposizione” e con Sherazade, Rea con Puccini e Gershwin, Trovesi con Monteverdi e Stravinskij: percorsi che rinviano a un’idea di molteplicità, come la descrive Italo Calvino nelle Lezioni Americane “… ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa ma è la forza centrifuga che dal racconto si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale”.
Un procedimento per accumulazione di frammenti, citazioni, echi della memoria instabile, duplicità di apparizioni-sparizioni, il doppio bordo di Barthes: “un bordo prudente, conforme, plagiario e un altro bordo, mobile, vuoto, atto a prendere e a perdere qualunque contorno”. Questo plurilinguismo impone di essere stranieri nella propria lingua e inaugurare linee di fuga che buchino il linguaggio, lo destabilizzino, eventualmente fino al crollo.
Tutto ciò è possibile nell’incontro tra artisti capaci di ascoltarsi, che non vuol dire comprendersi ma mettersi in gioco rischiando insieme. Non è una buona descrizione dell’amore?

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Vittorio Formenti, 06/10/2010 Mescalina
:: Paolo Damiani è un violoncellista e compositore romano che si è distinto sia sulle scene del jazz che su quelle della musica per teatro e danza. Piuttosto distante dal jazz statunitense ha sempre cercato di attingere a repertori più vicini alla cultura del vecchio continente, dando vita ad una’arte estremamente articolata.
Questo ´Pane e Tempesta´ prende il titolo dall’ultimo libro di Stefano Benni confermando l’interdisciplinarietà artistica di Damiani. Il lavoro è realizzato con un organico estremamente ricco, composto da giovani che intervengono in una logica di workshop a cavallo tra combo ed ensemble allargato; musica scritta e strutturata ma anche fresca e comunicativa.
L’esordio ´Frag 2´ è un equilibrato alternarsi tra momenti solisti di cello e flicorno ed interventi corali su di una linea melodica semplice ed evocativa, che potrebbe funzionare bene come intro ad un film d’arte.
´Sentieri smarriti´ è più basata su swing e quindi su impulsi jazz che preferiscono comunque la melodia all’improvvisazione pura e dura; questa considerazione ci sentiamo di estenderla a tutto il disco, in cui pare predominare l’interesse alle linee orizzontali rispetto ad approcci più astratti.
Assolutamente di vertice è il momento di ´Escort song´ che buca letteralmente il lettore CD. Si tratta di una canzone su testo di Benni cantata da Ludovica Manzo che interpreta il tutto alla Mina del miglior periodo. Il messaggio è dirompente: l’escort è l’eroina dell’episodio che guarda i suoi clienti dall’alto senza evitare un malcelato disprezzo. Fantastico ascoltarlo riportandolo alle miserie della nostra cronaca recente; un vero e proprio pugno che dovrebbe smorzare sorrisi ebeti e idioti maschilismi propagandistici. Intelligentemente Paolo si limita a comporre un accompagnamento evitando di distrarre l’attenzione e valorizzando con discrezione l’interpretazione di Ludovica.
Dopo un incipit così si presume che il lavoro possa perdere solo di tensione ma non è così; ´Laughing´ si sostiene con una verve funky fusion, ´Cose così´ va all’opposto con dinamiche leggere e quasi sommesse, l’altro brano di Benni ´Quello che non voglio´ non fa brutta figura per il suo contenuto al vetriolo (pur senza arrivare alla potenza della canzone dell’escort) e per il canto tra scat e leggero, ´Respiri di tempo´ chiude con fiati quasi barocchi modulati su di una trama che pare un saluto cordiale.
Intendendo il senso dell’aggettivo non dal punto di vista formale proponiamo in ´raffinato´ la parola migliore per sintetizzare il giudizio su questo apprezzabilissimo lavoro.

Mescalina.it

Sylvain Siclier, 31/10/2000 Le Monde
:: ...Paolo Damiani hérite de l’orchestre jusqu’en 2003. Il en est le premier responsable étranger .....dans son projet il a prevu des échanges avec la littérature, la danse etc. Damiani a une carrière solide sur la scène italienne ....... La musique maintenant. A Perpignan elle est là, et sacrément là. L’ONJ mêle une jeune génération volontaire et conquérante à quelques maîtres… On y sent un mouvement, une dynamique déjà prenante, des rapprochements des styles, le goût pour la mélodie......une unité certaine, une couleur, une identité. L’ensemble a de l’allant, un bouillonnement, une énergie vivace. Bref, de la gueule.

Philippe Méziat, JazzMagazine, gennaio 2002
:: ...Cet ONJ (répertoire renouvelé) déploie avec assurance toutes se capacités, et elles sont grandes: thèmes originaux, exellents arrangements, solistes parfaits jusque dans la désinvolture (Médéric Collignon, qui sait être drôle et musicien, ce qui n’est pas donné à tout le monde)” , “…..un très beau programme au total, une musique raffinée ouverte sensuelle, qui n’attend que notre plaisir en échange

Philippe Renaud, Notes giugno ’87
:: P. Damiani Anninnia ...Et depuis quelques années, il a entreprit de jouer avec quelquees-uns des meilleurs musiciens de jazz anglais à lintérieur de différentes formations. Pour ce double album, il a aussi fait appel à des musiciens français, suisses et à des compatriotes ce qui donne un patchwork inédit.

Filippo Bianchi
:: G. Trovesi/P. Damiani Roccellanea ... Jazz contemporaneo di sicura caratura internazionale molto decisa ..... Roccellanea opera di grande complessità e bellezza, fittamente intessuta di echi e memorie delle culture popolari mediterranee, è quindi il punto di approdo di una lunga ricerca...

Francesco Mandica, Musica Jazz 2003
:: ...il nuovo progetto di Damiani è ben calibrato anche grazie agli interventi letterari scritti appositamente da Stefano Benni

Paola Pariset, Il Tempo, novembre 2003
:: ...Danzando Lolita in scena per RomaEuropa Festival, in prima assoluta nel restaurato Teatro Palladium .... i movimenti scenici creati da Giorgio Rossi si sono intrecciati a tal punto con l’appassionata lettura di Stefano Benni ...... e con la straordinaria, discreta, poetica musica jazz di Paolo Damiani, che risulterebbe difficile separarli anche solo linguisticamente..... un tutt’uno inscindibile di parola, musica, danza in uno spettacolo di rara delicateza e sensibilità artistica.

Anouar Jihad, Libération, maggio ’88
:: ...Au début, celles qui seront interprétées par le quintet du musicien le plus actif de la scène italienne, Paolo Damiani, dont la musique est un hereux mélange de folk, rock et jazz...

John Bungey, The Times july 2002
:: ...the orchestra is one of those innovative continental units, like the Vienna Art orchestra and the Willem Breuker Kollektief, happy to mix and match traditions...

Sven Thielmann, Stereopaly settembre 2002
:: Unter der leitung des italienischen Cellisten Paolo Damiani widmet sich das unkonventionell instrumentierte Orchestre National de Jazz leisinnig den Werken seiner Gäste Gianluigi Trovesi (klarinette, altsaxfon) und Anouar Brahem (oud).
Charmediterranéen, ECM – musik 9, klang 8, repertoire 9

Franco Fayenz, Il Giornale
:: ...l’ottima bacchetta di Paolo Damiani… Eccellente solista per la tecnica sofisticata e la bellezza del suono, compositore di scrittura meditata, Damiani sa varcare con sicurezza i limiti dei generi musicali

Mitchell Feldman, Down Beat mars 2001
:: ...creating music and erecting buildings both involve filling space in an esthetically pleasing manner. I definitively think in an architectonic way when composing”…… Damiani explained during a phone interview from Onj’s Paris office…… Damiani the Onj directorship in october 1999 in addition to his impressive academic and performance credits, is that he not only draws upon the mainstream and avant-garde jazz traditions for inspiration, but also on the many indigenous folk music throughout the mediterranean region...

Alex Duthil, Jazzman dicembre ’99
:: C’est le dérangement qui séduit dans le projet du violoncelliste et compositeur Paolo Damiani.... Une leçon d’instabilité qui rassure par son courage à affronter l’inconnu...

Sylvain Siclier Le Monde juin 2002
:: ...Damiani réussit pleinement à trouver une unité dans le son de l’orchestre et à générer l’engagement des musiciens. Les quinze compositions, réunies en suites orchestrales, ont beau mettre en jeu des mouvements complexes, elles apparaissent toutes d’une grande évidence et traduisent l’attention portée à l’expression collective des musiciens. Il sera toujours temps de regretter plus tard les espaces sonores et subtilités d’approche de cet ONJ.
Charmediterranéen, ECM,

Guido Fischer, Jazzthetik settembre 2002
:: ...Die verleitet mit ihrem rhythmischen potenzial, mit ihrer signifikanten themenexposition zum dialog/duellieren.Und das ONJ diese topographie des funkenschlagens , des sympathisch Zuchenden, des konzentrierten Moments bis auf jeden Platz beherrscht, davon lebt ein Album, dessen Titel eigentlich alles sagt: Charmediterranéen
Charmediterranéen, ECM

Stereo, Germany, Bhertold Klostermann
:: Charmediterranéen, musik check

HiFi video septembre 2002
:: Charmediterranéen, vous ne pourrez échapper a l’admiration de la superbe performance de l’orchestre national de jazz, dirigé par Paolo Damiani

Enzo Pavoni, Il Manifesto
:: Charmediterranéen è il frutto prelibato donatoci dall’orchestre national du jazz diretta da Paolo Damiani …. Un cosmopolitismo coerente e anticipatore che Damiani pratica fin da tempi non sospetti

Philippe Reanud Improjazz
:: Song Tong, un excellent exemple de mélange et de fusion à l’européenne et surtout un œuvre phare par l’un des meilleurs créateur transalpins

Gérard Rouy, Jazzmagazine
:: Paolo Damiani, un des plus illustres représentants du “miracle italien

Laura Putti, La Repubblica
:: Un italiano sul podio dell’orchestra jazz

L’Humanité
:: L’intelligence de Damiani est d’avoir su ouvrir grand les frontières de l’orchestre. Il a rassemblé parmi les meilleurs instrumentistes du vieux continent … il est incontestable que cette richesse est mise en œuvre par Paolo Damiani

Pino De Biasi, Resto del Carlino
:: La personalità compositiva di Damiani ha colorato l’ONJ di affreschi sonori di stampo mediterraneo

Down Beat
:: 49th annual Down Beat critics poll … Italian Instabile Orchestra primo classificato nella categoria TDWR Big Band

Ugo Sbisà, Gazzetta del Mezzogiorno
:: ...Mario Brunello si è poi unito a John Surman e all’orchestra d’archi nel bis di Argentiera firmato da Paolo Damiani, che ha confermato una volta di più le non comuni capacità compositive del suo autore...