Biography
Composer, conductor, cellist and bass player, teacher.
Born March 26, 1952 in Rome, where he graduated in architecture, Paolo Damiani has a degree in double bass and jazz. He studied with masters such as Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Giuseppe Selmi, Frances Marie Uitti, Lucio Buccarella Giorgio Pani, now heads the jazz department of the Conservatory of Santa Cecilia in Rome.
Numerous collaborations with musicians like Kenny Wheeler, Albert Mangelsdorff, Billy Higgins, Anthony Braxton, Cecil Taylor, Gianluigi Trovesi, John Surman, Charlie Mariano, Miroslav Vitous, Trilok Gurtu, Paolo Fresu, Enrico Rava, Pat Metheny, Louis Sclavis, Anouar Brahem, Giancarlo Schiaffini, François Jeanneau, Pino Minafra and Giorgio Gaslini with whom he debuted professionally in 1976.
Since 1978, directs his own groups with which it has participated in major festivals worldwide. Among his group the Italian Unstable Orchestra - considered by critics one of the world’s most prestigious European jazz orchestras - the duo with Danilo Rea and his own groups including Gianluigi Trovesi, Javier Girotto, Rita Marcotulli, Bebo Ferra, Diana Torto, Michael Anger and others.
He also collaborates regularly with writers and actors like Stefano Benni, Ivano Marescotti David Riondino, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Lella Costa.
From 2000 to 2002 he was artistic director and musical dell’ONJ - French National Jazz Orchestra - the first and only foreign artist to have won its competition. Between 1996 and 1999 he chaired the AMJ (national association of jazz musicians).
Since 1982 he heads the International Festival of Jazz « Rumori Mediterranei », Roccella Jonica - City in 2005 awarded him an honorary citizen - since 1998, along with Armand Meignan. to Rome « Una striscia di terra feconda ».
Gave rise to projects of great originality and musical experiences. It ’was among the founders of the School of Music of Testaccio and invented IS Ensemble, selected through national youth orchestra audition. It is co-planning the series of audiobooks lately annexed to the Repubblica and Espresso.
In 2006 he was appointed coordinator of the National Committee for learning practical music, chaired by prof. Luigi Berlinguer.
Since 2007 he is member of the CNAM (National Council for Higher Education in Art and Music), the body of the Ministry of Education, University and Research.
On June 2, 2008 the President of the Republic awarded him the medal of Chevalier, in view of its artistic merits.
He has recorded with ECM, EGEA, Enja, Splasc(H), LEO, Musica Jazz.
His latest CD "Al tempo che farà » (EGEA) was awarded Best CDs of 2007 referendum in the magazines Musica Jazz, Musica & Dischi and Jazzmagazine.
Discography

CD 2010 - Pane e tempesta - EGEA Records - SCA 161 - Testi di Stefano Benni

CD 2007 - Al tempo che farà - EGEA Records - SCA 135 - Miglior cd 2007 nei referendum Top Jazz 2007 Musica Jazz, Musica e Dischi e Jazzmagazine

CD 2007 - Jazzitaliano live 2007 - Paolo Damiani, special guest Rita Marcotulli, Quasi band - Allegato all’Espresso 2007

CD 2006 - Un filo di fumo, Camilleri letto da Fiorello - Allegato all’Espresso, giugno 2006 - Musiche di Damiani, Rava, Sellerio, Leveratto

CD 2005 - Roccellanea - Allegato a Musica Jazz agosto 2005 - Musiche di George Russell, Charlie Mariano, Paolo Damiani, Kenny Wheeler ed altri

CD 2005 - Sherazade - Musiche di Paolo Damiani, con Danilo Rea, Javier Girotto e Bebo Ferra Voci recitanti di Arnoldo Foà e Lella Costa - Full Color Sound

CD 2004 - Baldanders - Musiche di Paolo Damiani, Fresu, Trovesi, Petrin Dani. Testi e voce recitante di Stefano Benni - Full Color Sound

CD 2004 - C’era tre volte - Musiche di Paolo Damiani, Testi di Raffaello Baldini, recitati da Ivano Marescotti - Full Color Sound

CD 2004 - Cecil Taylor e Italian Istabile Orchestra "The owner of the river bank" - ENJA 94652

CD 2004 - Ladybird - EGEA Records - SCA 111 "Tango Lento"

CD 2002 - ONJ Paolo Damiani Charmediterranéan - ECM Records - ECM 1828 "Argentiera"

CD 2000 - Italian Instabile Orchestra "Litania Sibilante" - ENJA Records - ENJ -9405 2

CD 1999 - Sconcerto (con Stefano Benni), IL MANIFESTO - cd 043 "Tema d’Amore"

CD 1999 - Mediana (con Sandro Satta, Carlo Mariani, Michele Rabbia), EGEA - sca 74 "Laughing"

CD 1998 - Italian Instabile Festival - LEO RECORDS - LR 262/263

CD 1997 - Song Tong (con Wheeler, Trovesi, Giammarco, Battaglia ecc.) SPLASC(H) - 460.2 "Song Tong"

CD 1996 - Pentarte Ensemble (brani di Damiani, Gaslini, Schiaffini, Rendine etc.) CONTACT AREAS - Caligola 2013/2

CD 1996 - Is Ensemble (con Roberto Ottaviano, orchestra 20 musicisti) Via Veneto Jazz- VVJ99001

CD 1995 - Italian Instabile Orchestra, "skies of Europa" ECM - ECM 1543
CD 1994 - Paolo Damiani Band, "Eso" (con Trovesi, Fresu, Rea, Gatto etc.) SPLASC(H) - 404.2
CD 1994 - Italian String Trio, "from Groningen to Mulhouse" (con Tommaso, Geremia) - SPLASC(H) 416.2
CD 1992 - Italian Instabile Orchestra, "live in Noci and Rive de Gier" LEO RECORD - LR 182
#CD 1989 - Voices (con Newton, Ghiglioni, Romano, Fiorentino etc.) NUEVA - NC 1003
#LP 1988 - Similado, "capriccio a Milano" (con Mangelsdorff, D’Andrea, Reijseger, Gurtu) - LMJ 3341
#LP 1987 - Silenzi Osceni (con Mariano, Mikkelborg, Oxley, Ghiglioni) ISMEZ - 26007
CD 1987 - Poor Memory (con Barthelemy, Romano, Trovesi, Fresu) SPLASC(H) - HP07
LP 1985 - Tony Oxley Orchestra, Tomorrow is here - Dossier Records - ST 7507
#CD 1985 - Paolo Damiani Orchestra, "Anninnia" (con Newton, Tamia, Cooper, Rutherford, Favre,
Barthelemy etc.) NUEVA - NC 4001.2 #CD 1985 - Gianluigi Trovesi Trio, Dances - RR 123181/2
#LP 1984 - Flashback (Fresu, Trovesi, Schiaffini, Goell etc.) ISMEZ - 26002
CD 1984 - Live at Roccella Jonica (Wheeler, Taylor, Winstone, Oxley, Fresu) SPLASC(H) - cdh 508.2
CD 1983 - Trovesi Damiani Quintet "roccellanea" (con Schiaffini, Fresu, Fioravanti) SPLASC(H) - 506.2
#LP 1978 - Cioè (strutture di supporto) (con Colombo, Joseph, Jannaccone) QUERCIA - Q 28006
#LP 1977 - Giorgio Gaslini sestetto, Graffiti - Dischi della Quesrcia - 28005
Projects
PAOLO DAMIANI “PANE E TEMPESTA BAND"
Paolo Damiani, violoncello 5 corde, direzione musicale
Ludovica Manzo voce
Cristiano Arcelli sax alto e soprano
Marco Guidolotti sax baritono e clarinetto
Fulvio Sigurtà tromba , flicorno
Francesco Lento, tromba, flicorno
Massimo Morganti trombone, fisarmonica
Luigi Masciari chitarre
Michele Francesconi pianoforte
Daniele Mencarelli, basso fender jazz
Alessandro Paternesi batteria
Dopo aver registrato 3 cd per l’EGEA – il più recente “Al tempo che farà” ha vinto 3 referendum (Musica Jazz, Musica & Dischi, Jazzmagazine) come miglior disco dell’anno 2007, - Paolo Damiani batte nuovi percorsi: per il suo nuovo cd con l’etichetta di Perugia ha pensato un inedito organico che sia manifesto di
un autentico laboratorio con giovani di talento, alcuni suoi ex allievi e altri selezionati nel panorama nazionale. Il lavoro è molto strutturato e testimonia l’impegno del compositore romano nel campo della didattica e della valorizzazione di giovani ancora sconosciuti (basti ricordare che Paolo Fresu esordì nel 1982 nel quintetto di Damiani).
Il repertorio è formato da brani originali di Damiani impreziositi dai testi di Stefano Benni e arrangiati per lo
più dai musicisti del gruppo (soprattutto Arcelli ma anche Masciari, Morganti, Guidolotti), un nuovo modo di interpretare e ripensare temi storici ed inediti del compositore romano.
PAOLO DAMIANI/DANILO REA
Danilo Rea, piano
Paolo Damiani, five strings cello “Blanche” (Jean Auray, 2008 june, 25)
Paolo Damiani e Danilo Rea suonano insieme da oltre 25 anni, in formazioni diverse ; l’ultimo cd di Damiani « Al tempo che farà », vincitore di 3 referendum (Musica Jazz, Musica & Dischi, Jazzmagazine) come miglior disco dell’anno, vede Rea al pianoforte. Inoltre entrambi insegnano presso il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma.
In questo nuovo progetto, l’incontro fra i due avviene sul piano della melodia e di una collaborazione artistica che nel tempo si è trasformata in una profonda amicizia.
Il repertorio comprende composizioni originali dei due artisti e notissime canzoni di provenienza diversa, puntualmente tradite.
Tradizione e tradimento si rincorrono, il tradimento è in questo caso la più alta prova possibile d’amore verso un patrimonio che altri conservano con interpretazioni filologicamente perfette o massacrano con operazioni di dubbio gusto.
Qui al contrario gli andamenti rimandano a strade che Damiani ha già battuto con Mozart e con Sherazade, e Rea con Puccini e Gershwin : percorsi che rinviano a un’idea di molteplicità, come la descrive Italo Calvino nelle Lezioni Americane “… ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa ma è la forza centrifuga che dal racconto si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale”.
Questo plurilinguismo impone di essere stranieri nella propria lingua e inaugurare linee di fuga che buchino il linguaggio e lo destabilizzino, eventualmente fino al crollo.
APPARIZIONI
Stefano BENNI, voce narrante
Paolo DAMIANI, violoncello
Niclas BENNI, chitarra
Testi di Stefano Benni
Musiche originali Paolo Damiani e Niclas Benni
Dopo “Blues in sedici” e “Lolita”, dalla collaborazione artistica ormai collaudata tra la musica di Paolo Damiani e la voce di Stefano Benni nasce un nuovo reading ,con l’aggiunta del giovane talento compositivo e strumentistico di Niclas Benni .
La fiaba nera di Onehand Jack , le apparizioni di Lady sings the blues e la Canzone dell’amore respinto di Van Gogh, le poesie brevi e le parodie ,e il sogno dei Vecchi volanti. Per concludere con un diavolo rock tutto speciale.
Apparizioni, un’ora di sorprese.
ATLANTIS PROJECT - THE NEW JAZZ OPERA
Danilo Rea, pianoforte
Paolo, Damiani, violoncello
Maria Pia De Vito, voce
Gianluigi Trovesi, sax e clarinetti
Marcello Sirignano, violino
Composizioni originali dei cinque musicisti e canzoni di
Fabrizio De Andrè, Franco Battiato, Gino Paoli, Gabriella Ferri, Stefano Benni e altri
Dove sono finiti tutti i sogni dell’uomo? E gli ideali?
Scomparsi all’improvviso, celati agli occhi dei più che vivono in un mondo di valori globalizzati.
Nel mito, Atlantide rappresenta il mondo che non c’è, odierna metafora dei nostri sentimenti smarriti, del nostro sbattersi quotidiano senza fari a cui riferirsi nel viaggio di ritorno verso Itaca. Allora, lo scavare, il cercare di dare risposte etiche e non solo estetiche, fa emergere relitti inabissati da tempo, ricchi di tesori ormai dimenticati.
Ma la vera sfida è anche confrontarsi su terreni inusuali, sentieri invisibili pieni di articolate mappe emozionali, segni ineludibili della propria appartenenza ad una terra, ad un modo di sentire comune di un popolo che viene dal Rinascimento, che vive e si nutre di creatività, che sogna e si alimenta di cultura.
E nel racconto della vita e dei suoi valori, nasce una letteratura musicale unica al mondo, ricca di emozioni e di sogni, capace di raccontare l’identità di un paese come l’Italia che si affaccia sul bacino del Mediterraneo e che con l’Opera, vero romanzo popolare, ed oggi con la canzone d’autore, ha toccato i sentimenti di intere generazioni.
Atlantis Project – the new jazz opera accende questa scommessa partendo dall’arte, dall’improvvisazione, dalle emozioni, quale lettura romantica dell’esistenza, quale segno ineludibile dell’ecce homo e delle sue sempiterne aspirazioni.
Il Jazz come lente di ingrandimento di una nuova umanità nascente. (Roberto Morese)
BOCCHE ASSETATE PER 4 VINI E VIOLONCELLO
Con Ivano Marescotti, voce recitante
Paolo Damiani, violoncello
con testi di
Fortunato Depero (“quattro bocche parlano” scritto per la festa dell’uva del 1936), Charles Baudelaire, Lirici Greci, Giosuè Carducci, Cecco Angiolieri, Ludovico Ariosto e altri noti o anonimi bevitori… e di Raffaello Baldini
Ideazione e regia di Ivano Marescotti
Uno spettacolo in 4 tempi, 4 bottiglie e un violoncello.
I 4 tempi dello spettacolo sono scanditi dalle 4 bocche che Fortunato Depero fa parlare per descrivere i diversi vini e una bottiglia di Champagne, il tutto avvolto dalla musica sublime di Paolo Damiani e dal suo violoncello.
Da ogni bottiglia aperta scaturisce Umorismo, Erotismo, Amore, Delirio, attraverso i testi di Depero e altri poeti, umoristi, scrittori e gran bevitori interpretati da Ivano Marescotti che, durante lo spettacolo, si scola, non tanto virtualmente, le quattro bottiglie di vino.
PAOLO DAMIANI NEW BAND
Paolo Damiani, violoncello e musiche
Ludovica Manzo, voce
Francesco Fratini, tromba
Luigi Masciari, chitarra
Alessandro Paternesi, batteria
Un gruppo di giovani musicisti talentuosi selezionati fra i migliori neo laureati del dipartimento jazz del Conservatorio di Santa Cecilia, diretto da Paolo Damiani. L’ensemble è arrivato recentemente tra i finalisti del Premio delle arti 2009, un concorso tra i migliori laureati di tutti i conservatori d’Italia, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
In programma composizioni di Paolo Damiani come “Rumori mediterranei”,“ Cos’è che ti fa andare così”, “Passi” e altre. Un gruppo sperimentale, fuori dagli schemi, che travalica i confini del jazz, senza mai dimenticare il potere seduttivo della melodia.
PAOLO DAMIANI/ANTONIO IASEVOLI (chitarra)/FULVIO MARAS (percussioni) possibile ospite Gianluigi Trovesi
GIANLUIGI TROVESI / PAOLO DAMIANI DUO
Gianluigi Trovesi : saxophone, clarinettes
Paolo Damiani : violoncelle
(Dalle note di programma del festival di Nantes, agosto 2009)
Voici deux des plus importants musiciens de la scène italienne dans un duo totalement inédit! D’un côté, Paolo Damiani, grand créateur de lyrisme et de poésie, chef de l’Orchestre National de Jazz pendant deux années et formidable catalyseur de la scène italienne contemporaine et de l’autre, Gianluigi Trovesi, l’un des plus importants clarinettistes du jazz européen, qui circule avec une grande aisance de la Musique Baroque à la Musique Contemporaine, en passant aussi par le jazz ! Un duo inédit, raffiné, placé sous le signe de la mélodie.
PAOLO DAMIANI / RITA MARCOTULLI DUO
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[b]"MOLTEPLICE"
Rita Marcotulli, pianoforte
Paolo Damiani, violoncello

Paolo Damiani e Rita Marcotulli suonano insieme da molto tempo, e stabilmente dal gennaio 2007, quando Rita ha suonato come ospite nel cd di Paolo pubblicato da l’Espresso. Inoltre entrambi insegnano presso il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. In questo nuovo progetto, l’incontro fra i due avviene sul piano della melodia e di una collaborazione artistica che nel tempo si è trasformata in una profonda amicizia. Il repertorio comprende composizioni originali dei due artisti, nascono percorsi che rinviano a un’idea di molteplicità, come la descrive Italo Calvino nelle Lezioni Americane “… ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa ma è la forza centrifuga che dal racconto si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale”. Questo plurilinguismo impone di essere stranieri nella propria lingua e inaugurare linee di fuga che buchino il linguaggio e lo destabilizzino, eventualmente fino al crollo.

"CANTI MOBILI" - Performance di musica e danza
Rita Marcotulli, pianoforte
Marjie Nie, danza
Paolo Damiani, violoncello
Quando musicisti e danzatori lavorano insieme, immaginano un linguaggio comune, spesso cercato nei sentieri del Ritmo: accelerando, rallentando, l’alternanza suono/silenzio e quella movimento/stasi hanno a che fare con il ritmo, così come l’unisono e la ripetizione.
E tuttavia in questa performance, la relazione Musica-Danza sfugge ad ogni velleità narrativa, l’accostare o il contrastare seguono i dettami di una istintiva e istantanea motivazione interiore, attraverso liberi criteri di ricerca in cui rischiare affinità e distanza, nuove relazioni possibilmente instabili, effimere.
In questo incontro, due donne e un uomo si guardano e si ascoltano: l’esperienza della performance viene pienamente attraversata e vissuta, ben oltre la cosiddetta “contaminazione” fra le arti.
Non c’è niente da comporre, cerchiamo semmai di smontare e di lavorare in mezzo, “laddove una cosa si muta nell’altra ma non è né la prima né la seconda, è il processo di mutazione, la zona di sospensione” (Silvana Natoli).
Pareyson parlerebbe invece di Forma Formante, laddove si trova facendo per tentativi e “inventando il modo in cui il da farsi si lascia fare”. Sia come sia, il corpo e l’improvvisazione divengono qui le uniche possibilità per architettare insieme canto e movimento, brandelli di melodie e di coreografie emergono come detriti nel mare dell’inconscio, senza mai strutturarsi in partitura codificata di suoni e gesti ma dipingendo scarti e assenze, cadute e conflitti, inquietanti presenze e vuoti improvvisi, assoli d’insieme. Decisioni prese sul momento, non so cosa cerco ma quando lo trovo lo riconosco. Come i ritmi infernali che Marjie inventa su una piccola pedana, che diventa tamburo africano.
IL BOLERO COME TERAPIA
Viaggio nei temi amorosi della canzone cubana e alcune divagazioni
Ideazione, testi e traduzioni a cura di David Riondino
Musiche di Paolo Damiani e autori vari
David Riondino, voce recitante
Paolo Damiani, violoncello
Claudio Farinone, chitarra
PAOLO DAMIANI QUASI BAND
Aprile 2007, uscita del cd registrato presso la Casa del Jazz e allegato all’ESPRESSO
Paolo Damiani, violoncello , contrabbasso, musiche
Diana Torto, voce, fisarmonica
Javier Girotto, sax soprano, baritono, clarinetto basso, flauti andini
Rita Marcotulli, pianoforte
Michele Rabbia, batteria
solista ospite Louis Sclavis, clarinetti
“Quasi” è parola affascinante, attenua e rende tutto meno definito, più morbido e flessibile, flou. Come una foto sfocata, una canzone vaga, un vestito morbido. Non fissa il tempo – è quasi primavera -, è una specie d’incontro, quasi amore.
Décalage, spostare un po’ l’intreccio delle voci, dei suoni, divario tra ragione e emozione, tra struttura e improvvisazione.
Il nuovo gruppo di Paolo Damiani fonde la splendida voce di Diana Torto, l’appassionante sax di Javier Girotto e le immaginifiche percussioni di Michele Rabbia – partners abituali del compositore romano – con due ospiti eccellenti: il clarinettista francese Louis Sclavis, incredibile solista del jazz europeo più innovativo, che ha già collaborato con Damiani quando quest’ultimo dirigeva l’Orchestra Nazionale Francese (2000-2002), e Rita Marcotulli, straordinaria tessitrice di suoni emozionanti, lirici e sempre personali, capace come nessuno di reinventare la musica grazie a capacità d’ascolto e di sintesi di livello assoluto.
Le composizioni, a parte un brano di Sclavis, sono tutte di Paolo Damiani, in un caso impreziosite dai testi di Stefano Benni. Quasi quasi……
I KISS YOUR HANDS
catalogo semiserio delle lettere mozartiane
Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni voci recitanti
Paolo Damiani violoncello, musiche
Gianluigi Trovesi sax e clarinetto
Danilo Rea o Rita Marcotulli, pianoforte
In questo nuovo progetto, l’incontro con Mozart avviene sul piano della melodia, del melos che lega Amadeus alle visioni compositive e improvvisative di Damiani, Rea e Trovesi. Non si tratta di “swingare” le arie mozartiane ma di giocarci con sguardo attuale, contemporaneo. Il che vuol dire tradirle, cioè tradurle nello spostamento e creare.
Togliere Mozart a Mozart significa allora amarlo senza possessione né identificazione, tradizione e tradimento si rincorrono, il tradimento è in questo caso la più alta prova possibile d’amore verso un patrimonio che altri giustamente conservano con interpretazioni filologicamente perfette o – ahimé – massacrano con operazioni di dubbio gusto.
La terza via è quella che Damiani ha già battuto con “i quadri di un’esposizione” e con Sherazade, Rea con Puccini e Gershwin, Trovesi con Monteverdi e Stravinskij: percorsi che rinviano a un’idea di molteplicità, come la descrive Italo Calvino nelle Lezioni Americane “… ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa ma è la forza centrifuga che dal racconto si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale”.
Un procedimento per accumulazione di frammenti, citazioni, echi della memoria instabile, duplicità di apparizioni-sparizioni, il doppio bordo di Barthes: “un bordo prudente, conforme, plagiario e un altro bordo, mobile, vuoto, atto a prendere e a perdere qualunque contorno”. Questo plurilinguismo impone di essere stranieri nella propria lingua e inaugurare linee di fuga che buchino il linguaggio, lo destabilizzino, eventualmente fino al crollo.
Tutto ciò è possibile nell’incontro tra artisti capaci di ascoltarsi, che non vuol dire comprendersi ma mettersi in gioco rischiando insieme. Non è una buona descrizione dell’amore?